Ringiovanire il cervello col Pranayama Kapalabhati

Pranayama Kapalabhati


In età matura, possiamo considerare il nostro cervello come un minerale prezioso che pian piano si sgretola.

La respirazione assume in questo caso un ruolo di enorme valore, poiiché modifica il volume del cervello.

Durante l’inspirazione, quando i polmoni si gonfiano d’aria, il cervello diminuisce di volume; viceversa, durante l’espirazione, le dimensioni del cervello aumentano.

Se si pensa che il cervello è il più gran consumatore di ossigeno del corpo, si comprende immediatamente l’importanza di questo fatto. All’inverso della respirazione abituale, in cui l’inspirazione è attiva e l’espirazione è passiva, in Kapalabhati  l’espirazione è attiva e quasi brutale, mentre l’inspirazione è passiva.

Kapalabhati consiste in brevi raffiche di forzate espulsioni d’aria, seguite ogni volta da un’inspirazione passiva. Aumenta così l’ampiezza di volume del cervello, e questo favorisce l’irrigazione

La respirazione ordinaria fa variare il volume cerebrale di circa 18 volte al minuto nei due sensi. Immaginate ciò che accade in Kapalabhati, nel quale il ritmo può raggiungere fino a 120 espulsioni al minuto! Si produce un vero e proprio massaggio del cervello, massaggio accompagnato da un’azione di pompaggio sulla circolazione arteriosa, in quanto nell’espirazione il cervello si “gonfia” di sangue. Tutto ciò senza alcun pericolo poiché la pressione si mantiene sempre nei limiti fisiologici normali: c’è soltanto una momentanea accelerazione della circolazione.

Il cervello irrigato di sangue è ora ricco di ossigeno, e questa stimolazione naturale respiratoria porterà un grande beneficio fisico e mentale alla persona sedentaria, la cui respirazione è insufficiente perché superficiale.

In genere Pranayama, stimola direttamente il cervello, l’organo pensante, portandogli un afflusso fresco di sangue ossigenato.

Grazie a Kapalabhati, questa azione raggiunge il suo massimo. Non a caso l’etimologia di Kapalabhati significa letteralmente “cranio lucente” o “che pulisce il cranio e il suo contenuto”.

Questa stimolazione del cervello, e di conseguenza di tutto il sistema nervoso centrale, produce un’accelerazione sanguigna che pervade tutto il corpo e che si percepisce con una piacevole vibrazione.

Per rendersi conto degli effetti vitali di Kapalabhati basta, per esempio, dopo una giornata molto piena e stancante, praticarlo per 3 o 4 minuti (fermandosi di tanto in tanto) per sentirsi immediatamente riposati e pronti a riprendere il lavoro.

Anche nella ginnastica e nello sport succede che il respiro si acceleri in seguito allo sforzo fisico, ma tale sforzo riassorbe quasi subito il supplemento di ossigeno inalato mediante quella respirazione amplificata. In Kapalabhati si resta tranquillamente seduti in posizione di riposo e, data l’immobilità del corpo, la spesa muscolare è minima e il beneficio (una maggior ossigenazione) arriva al suo massimo e perdura nel tempo.

E’ forse sorprendente che la pratica di Kapalabhati intensifichi le nostre facoltà di concentrazione e la nostra memoria, che stimoli le nostre attività intellettuali? Diveniamo creatori della nostra giovinezza grazie a Kapalabhati

Fonte: www.laltramedicina.it

Un grammo di pratica é meglio di tonellate di teoria.

Capovolgi il tuo punto di vista.

Respira...

Ritrova te stesso.

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.

Ringiovanire il cervello col Pranayama Kapalabhati

Pranayama Kapalabhati


In età matura, possiamo considerare il nostro cervello come un minerale prezioso che pian piano si sgretola.

La respirazione assume in questo caso un ruolo di enorme valore, poiiché modifica il volume del cervello.

Durante l’inspirazione, quando i polmoni si gonfiano d’aria, il cervello diminuisce di volume; viceversa, durante l’espirazione, le dimensioni del cervello aumentano.

Se si pensa che il cervello è il più gran consumatore di ossigeno del corpo, si comprende immediatamente l’importanza di questo fatto. All’inverso della respirazione abituale, in cui l’inspirazione è attiva e l’espirazione è passiva, in Kapalabhati  l’espirazione è attiva e quasi brutale, mentre l’inspirazione è passiva.

Kapalabhati consiste in brevi raffiche di forzate espulsioni d’aria, seguite ogni volta da un’inspirazione passiva. Aumenta così l’ampiezza di volume del cervello, e questo favorisce l’irrigazione

La respirazione ordinaria fa variare il volume cerebrale di circa 18 volte al minuto nei due sensi. Immaginate ciò che accade in Kapalabhati, nel quale il ritmo può raggiungere fino a 120 espulsioni al minuto! Si produce un vero e proprio massaggio del cervello, massaggio accompagnato da un’azione di pompaggio sulla circolazione arteriosa, in quanto nell’espirazione il cervello si “gonfia” di sangue. Tutto ciò senza alcun pericolo poiché la pressione si mantiene sempre nei limiti fisiologici normali: c’è soltanto una momentanea accelerazione della circolazione.

Il cervello irrigato di sangue è ora ricco di ossigeno, e questa stimolazione naturale respiratoria porterà un grande beneficio fisico e mentale alla persona sedentaria, la cui respirazione è insufficiente perché superficiale.

In genere Pranayama, stimola direttamente il cervello, l’organo pensante, portandogli un afflusso fresco di sangue ossigenato.

Grazie a Kapalabhati, questa azione raggiunge il suo massimo. Non a caso l’etimologia di Kapalabhati significa letteralmente “cranio lucente” o “che pulisce il cranio e il suo contenuto”.

Questa stimolazione del cervello, e di conseguenza di tutto il sistema nervoso centrale, produce un’accelerazione sanguigna che pervade tutto il corpo e che si percepisce con una piacevole vibrazione.

Per rendersi conto degli effetti vitali di Kapalabhati basta, per esempio, dopo una giornata molto piena e stancante, praticarlo per 3 o 4 minuti (fermandosi di tanto in tanto) per sentirsi immediatamente riposati e pronti a riprendere il lavoro.

Anche nella ginnastica e nello sport succede che il respiro si acceleri in seguito allo sforzo fisico, ma tale sforzo riassorbe quasi subito il supplemento di ossigeno inalato mediante quella respirazione amplificata. In Kapalabhati si resta tranquillamente seduti in posizione di riposo e, data l’immobilità del corpo, la spesa muscolare è minima e il beneficio (una maggior ossigenazione) arriva al suo massimo e perdura nel tempo.

E’ forse sorprendente che la pratica di Kapalabhati intensifichi le nostre facoltà di concentrazione e la nostra memoria, che stimoli le nostre attività intellettuali? Diveniamo creatori della nostra giovinezza grazie a Kapalabhati

Fonte: www.laltramedicina.it